
La globalizzazione degli scambi commerciali e i cambiamenti climatici hanno incrementato negli ultimi anni l’introduzione di nuovi organismi nocivi alle piante in zone dove prima erano assenti. Questi eventi hanno contribuito a rendere consapevoli la società e la politica dei costi e degli impatti di una protezione inadeguata. Per questo di seguito riportiamo alcune misure gestionali che possono essere utili ai cittadini del Parco.
Premesso che, ad esclusione delle processionarie del Pino e della Quercia, urticanti per l’uomo e per gli animali da affezione, le altre specie non rappresentano un pericolo per la salute umana e non risultano al momento norme di lotta obbligatoria.
Per queste specie eventuali interventi sono quindi di competenza dei rispettivi proprietari di boschi o alberature. Considerando le caratteristiche ecologiche delle specie citate e sentito in merito il Servizio Fitosanitario Regionale, in particolare per le infestazioni da ifantria americana (Hyphantria cunea), vista la massiccia infestazione del 2025, non si può escludere che il fenomeno si ripeta anche per la stagione vegetativa 2026; le piante colpite in genere sopravvivono e ricostituiscono la massa fogliare, soprattutto se supportati con una buona irrigazione. Estensivi interventi di lotta in bosco non sono praticabili, né consigliabili. Come avvenuto in passato, è probabile che il fenomeno si riduca di anno in anno, rientrando poi nella normalità. Può essere opportuno sensibilizzare la cittadinanza per evitare disinformazione, o eccessi di preoccupazione come avvenuto nella scorsa estate. Per l’eventuale trattamento di singole piante o di piante nei giardini, si dovrebbe agire sulla prima generazione annuale (giugno) per ridurre la maggior presenza di larve nella generazione di agosto, che risulta spesso ingestibile.
Per quanto riguarda la cocciniglia dai filamenti cotonosi (Takahashia japonica), sentito anche il Servizio Fitosanitario Regionale si consiglia a chi voglia intervenire sulle piante ornamentali di rimuovere i singoli rami infestati e di distruggerli.
Per maggiori informazioni sulle specie e sulle indicazioni di trattamento si rimanda alle schede specifiche del Servizio Fitosanitario Regionale: https://www.fitosanitario.regione.lombardia.it/wps/portal/site/sfr/organismi-nocivi .
Si consiglia, infine, di prediligere metodi di lotta biologica, ad esempio il controllo delle larve in alimentazione può essere attuato con insetticidi biologici a base di Bacillus thuringiensis (var. kurstaki), evitando di utilizzare insetticidi di sintesi che non colpiscono solo i bersagli desiderati, ma uccidono insetti utili, impollinatori e organismi del suolo, compromettendo l’equilibrio ecologico. I residui chimici, inoltre, contaminano il suolo e le falde acquifere, con effetti nocivi su pesci e anfibi e si accumulano nei tessuti animali, uomo incluso.
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